Più informatizzazione meno morti in ospedale
Cartelle cliniche elettroniche e computerizzazione delle
prescrizioni riducono anche i costi
Chi
viene ricoverato in un ospedale altamente informatizzato ha meno
probabilità di morire. In seguito a un infarto, per esempio, oppure
durante un intervento di bypass cardiaco. O comunque ha meno
complicanze mediche rispetto a chi si trova in una struttura che non
sfrutta le tecnologie informatiche. E anche i costi si riducono. Che
l’informatica medica possa funzionare come antidoto contro una certa
malasanità lo dimostra una ricerca condotta in Texas, fra il 2005 e
il 2006, su 41 ospedali e appena pubblicata sulla rivista americana
Archives of Internal Medicine. «Negli ultimi anni – hanno commentato
gli autori guidati da Ruben Amarasingham dell’University of Texas
Southwestern a Dallas - il sistema sanitario americano è stato molto
criticato perché costoso, poco sicuro e non equo».
DECISION-MAKING
- Così hanno pensato di valutare l’impatto
dell’informatizzazione e hanno preso in considerazione quattro
aspetti particolari. Il primo riguardava le cartelle cliniche
elettroniche, il secondo i risultati dei test, il terzo le
istruzioni per il trattamento dei pazienti (queste ultime vengono
inserite in un computer e sono accessibili a tutto lo staff medico),
l’ultimo programmi di supporto per i medici quando devono prendere
decisioni. Poi i ricercatori hanno esaminato i tassi di mortalità
dei pazienti ricoverati, le complicanze ospedaliere, la durata del
ricovero e i costi per un totale di oltre 167 mila pazienti di età
superiore ai 50 anni con diverse tipologie di malattia.
I
NUMERI -
Ecco i risultati. Un aumento dell’automazione delle cartelle
cliniche è risultato associato a una riduzione del 15 per cento
della probabilità di morire in ospedale. Ancora: negli ospedali dove
le prescrizioni vengono inserite nel computer e sono accessibili a
tutto lo staff, i pazienti con infarto miocardio e quelli che
vengono sottoposti a bypass cardiaco hanno rispettivamente una
riduzione della probabilità di morire del 9 e del 55 per cento.
Complessivamente il tasso di complicanze ospedaliere si riduceva del
16 per cento, indipendentemente dal tipo di malattia, nelle
strutture dove i sistemi di supporto decisionale erano altamente
automatizzati. Da ultimo, ma non meno importante, il problema dei
costi: che si riducevano da 100 a 500 dollari parallelamente
all’incremento del numero di servizi informatizzati. Le tecnologie
informatiche dunque risultano avere valenze molto maggiori di quanto
si è sempre pensato e non servono soltanto, come hanno già
dimostrato una serie di studi, a gestire un gran numero di dati o ad
aiutare i medici a evitare «peccati di omissione».