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L’immagine del Texas non e’ più quella che si intendeva alcuni anni fa di un
Paese popolato da cowboys, ora e’ una realtà di vibrante impulso economico.
Negli ultimi anni infatti il Texas è risultato fra le aree a maggior sviluppo
negli Stati Uniti d’America. Con un territorio di 695.622 km², è il secondo
Stato per superficie nell'Unione, dopo l'Alaska. Con 23,904,38 abitanti (a
Luglio 2007) ed un PIL di oltre 1.100 miliardi di dollari, il Texas è al secondo
posto anche per popolazione ed importanza economica, secondo solo alla
California.
Mercato
La
popolazione del Texas ha raggiunto il numero di 23,904,380 unità nel luglio del
2007, secondo le ultime stime dell’ufficio censimenti americano. Secondo un
altro censimento, sempre aggiornato al 2007, il Texas ha 3 delle 10 città
americane più popolose: Houston, al quarto posto, San Antonio, al settimo, e
Dallas, al nono. Le stesse stime indicano che il Texas ha 4 delle 10 aree
metropolitane a più alto tasso di crescita della popolazione degli Stati Uniti
(dal 2006 al 2007): Dallas-Fort Worth, al primo posto, Houston-Sugarland-Bayton,
al quarto, Austin-Round Rock, all’ottavo, e San Antonio, al decimo. Si prevede
che la popolazione texana raggiungerà un numero di 35.74 milioni di unità
entro il 2040. Il mercato di consumo risulta quindi particolarmente vasto e data
la natura multietnica presenta esigenze diversificate. Una considerevole
crescita del reddito disponibile, la formazione di un modello di consumo più
esigente insieme con un forte interesse per il “made in Italy”, rendono il Texas
un ideale mercato di sbocco per i prodotti italiani.
Forza lavoro
Il
Texas nel dicembre del 2007 occupava 11.6 milioni di lavoratori non agricoli di
cui il 44% e’ rappresentato da donne. Nel 2007 l’occupazione e’ salita di
218,600 unità, per un tasso di crescita del 2.1% rispetto all’anno precedente,
il più alto degli Stati Uniti, più del doppio rispetto alla media nazionale,
ferma all’1%. Il settore in più forte espansione e’ quello dei servizi per le
aziende, che nel 2007 ha creato 59,000 nuovi posti di lavoro per un tasso di
crescita del 4.7% rispetto all’anno precedente. Seguono i settori
dell’istruzione e della sanità, con la creazione di 29,100 nuovi posti di
lavoro. Grazie ai significativi passi avanti nel settore informatico e delle
telecomunicazioni, anche il numero di addetti nel settore tecnologico e’
aumentato notevolmente, raggiungendo le 592,000 unità a fine 2007, portando il
Texas al secondo posto negli Stati Uniti. L’unico settore in leggera flessione
e’ stato quello manifatturiero, che ha subito una perdita di 6,300 posti, per un
calo del 7%. La bassa età media della popolazione garantisce un’abbondante
offerta di lavoro anche per il futuro.
La manodopera e’ altamente qualificata e presenta una percentuale di laureati
prossima al 25%. Il Texas si trova inoltre al secondo e terzo posto per numero
di ingegneri e scienziati negli USA. La produttività del lavoro in Texas e’
nettamente superiore alla media nazionale, evidenziando uno scarto del 17%. In
particolare, i settori che presentano il vantaggio maggiore sono il
manifatturiero, il chimico (resina, farmaceutica, biotecnologia) e l’industria
elettronica (attrezzature per telecomunicazioni e prodotti micro-elettronici).
Il salario medio in Texas risulta del 15% inferiore alla media degli USA e si
attesta sui 12.57$ orari, offrendo così un costo di manodopera più basso e un
vantaggio competitivo sul resto del Paese.
Industria
L’economia del Texas, tradizionalmente legata all’agricoltura e all’energia, sta
vivendo un periodo di vertiginoso sviluppo trainato dalle industrie che
richiedono una forza lavoro altamente qualificata, quali l’high-tech, le
telecomunicazioni e le biotecnologie. Nel terzo quadrimestre del 2007, i venture
capitalist in Texas hanno investito principalmente nei settori dell’energia, del
software e dei semiconduttori. Tra i settori di maggior specializzazione il
metalmeccanico assorbe il 22% del PIL, l’elettronica-elettrotecnica il 12%,
l’industria agro-alimentare il 9%, la chimica l’8% e i mezzi di trasporto il 7%.
Nello Stato sono presenti numerose aziende multinazionali, attive soprattutto
nel settore delle telecomunicazioni e dell’energia, ma il Texas offre
opportunità di business particolarmente interessanti anche per le piccole e
medie imprese in particolar modo finalizzate all’export.
Economia
L’economia texana, spinta da una crescente domanda per l’energia e aperta ad
un’economia mondiale sempre più integrata a livello globale, ha continuato a
crescere per tutto il 2007, nonostante l’economia nazionale abbia subito un
brusco rallentamento. Il PIL texano per l’anno fiscale 2007 e’ stato di ben
1,116.81 miliardi di dollari. Questo significa che se il Texas fosse una
nazione, la sua economia si classificherebbe al decimo posto tra quelle
mondiali. Il reddito pro-capite e’ in continua crescita, il balzo dal 2006 al
2007 e’ stato dell’8.2%.
Houston in particolare e’ la quarta città più grande degli USA e la prima del
Texas. Essa costituisce una delle maggiori aree economiche mondiali, se fosse
una nazione, si collocherebbe al trentesimo posto mondiale, davanti persino a
Austria, Svezia, Hong Kong e Svizzera. Le industrie in cui questa area
metropolitana si è in particolare distinta negli ultimi anni sono quella
energetica, ricerca biomedica ed aeronautica. Ospita il più grande centro
medico al mondo ed e' rinomata per il famoso “Johnson Space Center”.
Ricerca e sviluppo
Il
Texas è particolarmente attento alla Ricerca & Sviluppo ed attivo in un’ampia
gamma di campi, comprendenti la medicina, biologia, scienze naturali e
ingegneria. Molte Università e istituti di ricerca del Texas sono leader nei
settori elettronico, medico, delle biotecnologie, aerospaziale, dei materiali ed
energetico. Il Texas ospita 400 centri di ricerca pubblici e un elevato numero
di istituzioni di ricerca che hanno assunto importanza a livello internazionale,
come il Sematech, specializzato nei semiconduttori, o il
San Antonio’s Southwest
Research Institute, operante nel campo dell’elettronica e computer, scienze
ambientali e fisica nucleare, o ancora il
Richardson Telecom Corridor, in cui si
concentrano ben 350 società di telecomunicazioni. Il centro spaziale “Johnson”
di Houston è tra i più prestigiosi degli USA e impiega numerosi tecnici e
ingegneri. Anche nella ricerca medica il Texas è all’avanguardia e ospita il più grande centro medico al mondo, il
Texas Medical Center di Houston, che
impiega 51,000 addetti e si occupa dello sviluppo di tecnologie medicali e
farmaceutiche, concedendo brevetti e diritti di applicazione industriale delle
innovazioni. Dati pubblicati dall’ufficio brevetti americano mostrano come
nell’anno fiscale 2006 in Texas sono stati rilasciati ben 6,345 nuovi brevetti,
su un totale di 13,903 domande, collocando lo Stato al secondo posto negli USA
al seguito della California. Nel 2006 inoltre, il Texas si e’ classificato al
terzo posto come spese aziendali in R&D, con spese ammontanti ad
approssimativamente 3.1 miliardi di dollari. In Texas sono presenti infine
quattro centri (Austin, Dallas, San Antonio e Bryan/College Station) per la
promozione di aziende start-up che sviluppano tecnologie con un forte potenziale
commerciale.
Mercato immobiliare
Anche per quanto riguarda il mercato immobiliare i trend sono molto
incoraggianti. Il Texas garantisce un’ampia disponibilità di aree edificabili a
prezzi bassi e snellezza nelle pratiche burocratiche. Nel 2007, nonostante il
rallentamento nazionale dovuto alla crisi del mercato dei mutui sub prime, il
Texas ha visto un aumento dei prezzi delle case del 6.9%, ben sopra la media
nazionale calata al 4.3%. Bassi tassi di interesse e pressione fiscale, aumento
di posti di lavoro, popolazione in continua crescita e la costante offerta di
immobili contribuiscono a mantenere attivo e dinamico il mercato immobiliare
texano.
Infrastrutture
Il
Texas presenta uno tra i più estesi sistemi di trasporto della nazione e
comprende 27 aeroporti in 24 città, di cui otto offrono un servizio passeggeri
internazionale. La rete ferroviaria del Texas, classificata al primo posto
nazionale nel 2005, raggiunge le 12,000 miglia di lunghezza e trasporta più di
300 milioni di tonnellate di merci ogni anno. La rete stradale, la più estesa
degli Stati Uniti, comunica con gli Stati limitrofi tramite otto grandi strade e
copre una lunghezza di 304,000 miglia. Infine i 29 porti disposti lungo la costa
del Golfo del Texas trasportano oltre 406 milioni di tonnellate di merci
all’anno. In particolare il porto di Houston è al primo posto negli Stati Uniti
e al quattordicesimo mondiale per il commercio internazionale via mare.
Tasse e agevolazioni
Il
Texas presenta una delle pressioni fiscali più basse degli USA, ben il 32% in
meno della media nazionale. In Texas non sono presenti né una tassa sul reddito
personale, né sulle imprese, per le quali è prevista solo una tassa di
concessione calcolata sui ricavi netti e i bonus erogati ai dirigenti delle
società con più di 35 azionisti. Esiste un’imposta sulle vendite e l’uso
(corrispondente alla IVA) fissata al 6.25% per quanto riguarda beni materiali e
i servizi, da cui sono esenti i macchinari e le attrezzature utilizzate nei
processi produttivi, il gas naturale e l’elettricità. I comuni e le contee
possono aggiungere un’addizionale fino ad un massimo complessivo dell’8.25%. In
Texas non è prevista una tassa statale sulla proprietà, tuttavia i beni immobili
sono tassati a livello locale dalle amministrazioni municipali. La base
imponibile è il valore di mercato e la tassa viene calcolata dagli agenti delle
imposte delle contee locali sul 100% del valore stimato. Le imprese con uno o
più dipendenti sono soggette ad una imposta sulla disoccupazione che nel 2001
era fissata tra il 0.24% e il 6.24%. Infine sono previste delle tasse sulla
benzina, da cui sono in parte esentate le società di trasporto. Il Texas offre
una ampia gamma di programmi finalizzati a migliorare la disponibilità di
capitali sia per aziende che intendono dislocare la propria attività nello
Stato, sia per quelle in esso operanti. Il Texas Enterprise Zone Program
incoraggia la creazione e il mantenimento di lavoro permanente e gli
investimenti di capitali nelle aree più economicamente arretrate del Paese. Gli
aiuti sia statali che locali possono consistere in rimborsi delle imposte
pagate, riduzioni sulle imposte e sussidi e vengono assegnati sulla base del
progetto di business. Dal 1987 questo progetto ha distribuito fondi per 12,3
miliardi di dollari. Lo State of Texas Small Business Industrial Revenue Bond
permette alle imprese locali di emettere obbligazioni esenti da tasse, per il
finanziamento dell’acquisto di terreni, di attrezzature per la produzione e per
l’acquisizione di altre imprese. Le obbligazioni possono raggiungere un
ammontare complessivo di 10 milioni di dollari con una validità massima di 40
anni. Lo Small Business Administration americano è un ente specializzato
nell’erogazione di prestiti a breve e lungo termine alle piccole e medie
imprese, che non riescono ad ottenere finanziamenti nonostante dispongano di un
buon credito. Esso fornisce inoltre assistenza finanziaria, garantendo i
prestiti ai suoi mutuatari. Le imprese che invece non possiedono i requisiti
necessari per l’ottenimento di crediti possono ricorrere al programma Texas
Capital Access Fund, che si occupa di finanziare le imprese che incontrano
barriere nell’accesso ai capitali. Le aziende che partecipano a questo programma
sono le piccole (fino a 100 dipendenti) e le medie (fino a 500), o le aziende
no-profit. I profitti devono essere impiegati nel capitale circolante, o
nell’acquisto, costruzione o leasing di capital assets, che includono
stabilimenti e impianti.
Energia
Un
forte incentivo ad investire in Texas è costituito dall’energia, abbondante,
sicura e poco costosa. In particolare nel 1999 è stata liberalizzata la
fornitura al dettaglio di energia elettrica, provvedimento finalizzato
all’abbattimento dei prezzi e all’introduzione di nuovi servizi. In Texas sono
già attive ben 27 centrali elettriche e altrettante sono in costruzione, mentre
31 progetti sono in fase di pianificazione. L’ufficio governativo dell’energia
assegna al Texas il terzo posto per economicità del prezzo dell’elettricità, che
risulta del 21% inferiore rispetto alla media nazionale, mentre i prezzi del
petrolio e del gas naturale si collocano al secondo posto. Data la crescente
importanza della disponibilità le infrastrutture del Texas forniscono una
abbondante e sicura offerta di energia per il futuro.
Commercio internazionale
Grazie alla posizione geografica strategica, al basso costo della manodopera e
dell’energia, il Texas risulta particolarmente attraente sia per gli investitori
stranieri che per gli esportatori internazionali. Nel 2007 gli investimenti
diretti stranieri hanno assunto un peso rilevante all’interno dell’economia
texana e si attestano intorno ai 96.6 miliardi di dollari, rappresentando il 10%
del totale degli investimenti esteri negli USA. Gli investimenti provenienti
dall’Europa raggiungono circa la metà del totale, mentre un’altra quota
significativa è ricoperta dal Canada e dall’Estremo Oriente. Il Texas si è
guadagnato una reputazione di “Business Friendly”, fornendo consistenti aiuti e
permettendo alle aziende di essere competitive nel mercato globale, grazie alla
presenza di banche estere che facilitano l’accesso al mercato dei capitali, di
camere di commercio bilaterali e di Consolati. Negli ultimi anni i nuovi
investimenti hanno riguardato principalmente i semiconduttori, le
telecomunicazioni e la chimica, con 1,907 aziende coinvolte che impiegano
complessivamente 410,000 lavoratori.
Sempre nel 2007, per il sesto anno di fila, il Texas si e’ classificato al primo
posto negli USA per reddito dagli export. Gli export per il 2007 sono stati di
168.16 miliardi di dollari, 17.3 miliardi in più rispetto al 2006,
rappresentando un incremento dell’11.45%. Nel 2007, i primi 10 trading partner
del Texas sono stati: Messico, Canada, Giappone, Taiwan, Regno Unito, Brasile,
Singapore, Olanda, Germania e Corea.
Relazioni Internazionali
I
143 uffici diplomatici ed economici esteri presenti in Texas aiutano gli
imprenditori stranieri a rafforzare i legami con la comunità economica locale ed
espletano sia funzioni commerciali che culturali, rappresentando 80 Paesi
esteri. Le città più importanti promuovono sia partnership che gemellaggi
internazionali. In Texas sono presenti 29 zone di commercio internazionale, che
aumentano l’attrattività dello Stato quale centro commerciale e produttivo
internazionale. L’Ufficio degli Affari Internazionali, come parte dello Sviluppo
Economico del Texas, offre alle imprese di piccole e medie dimensioni
l’opportunità di presentare i propri prodotti e servizi attraverso trade
missions, trade shows, seminari e inbound trade missions. Le Camere di Commercio
sono organizzazioni di primaria importanza e si occupano di introdurre le
aziende estere all’interno della comunità locale texana, conducono ricerche di
mercato e promuovono attraverso numerose attività le importazioni di beni e
servizi.
Il
Texas, pertanto, offre numerose e straordinarie opportunità di business per gli
investitori esteri, grazie ad una economia florida e diversificata e a solide
prospettive di sviluppo. Questo clima favorevole, frutto di costi di produzione
inferiori alla media nazionale e di una forte apertura verso gli investimenti
stranieri, costituisce una occasione imperdibile per quanti intendano realizzare
un progetto industriale o siano più semplicemente alla ricerca di un nuovo
mercato di sbocco per il proprio business.
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